Ecco i nostri vini, frutto della storica terra dei Rabino.

Etichette rappresentative della tradizione di Roero, Langhe e Monferrato, prodotte nel rispetto della biodiversità in tutti i passaggi, dalla vigna alla cantina.

Vini rossi

Vini bianchi

Vini dolci

La nostra filosofia

Ricerchiamo il perfetto equilibrio tra gli antichi e i moderni saperi, con l’obiettivo di non escludere mai a priori, ma di fare scelte pensate. I nostri vini rappresentano appunto questo: il connubio tra ieri e oggi, sempre in continuo sviluppo.

L’insegnamento degli avi…

Nel corso delle generazioni trascorse, da che i Rabino hanno iniziato a produrre vino ad oggi, l’obiettivo è sempre stato uno: raccontare il territorio.

Ognuno con i mezzi dei suoi tempi, ci siamo impegnati a produrre vini al contempo rispettosi e rappresentativi delle nostre terre.

Nel passato questo si traduceva in quella che mi piace definire “intelligenza sensibile contadina”, ovvero la capacità degli uomini del tempo di comprendere i bisogni della vite, di viverci in modo quasi simbiotico senza le strumentazioni e le tecnologie di oggi.

Una delle frasi più ripetute da mio padre in inverno era “quando la notte viene la neve, l’indomani guarda: dove si è sciolta pianta la vigna”.

E’ grazie a questi antichi saperi se oggi possediamo 25 ettari di vigneto sano e ben esposto, che conosciamo a fondo e che ci compensa ogni anno con frutti di qualità.

… E l’ausilio degli studi moderni

Queste conoscenze si sono via via trasmesse di padre in figlio, nello stesso modo in cui anni fa le ho insegnate a Paolo.

Il nostro, però, non è stato un apprendimento unilaterale: mio figlio ha imparato da me, come io da lui, cercando sempre un equilibrio tra tradizione e studi moderni.

“Quello dei Rabino è un muro in cui con ogni generazione si aggiunge un mattone, che non si limita a riprodurre, ma aggiunge un po’ di sé contribuendo nel patrimonio di famiglia.”

Oggi la nostra azienda può definirsi ecosostenibile, sebbene non sia certificata biologica.

Tutti i trattamenti sono mirati e misurati, e grazie alla produzione diversificata abbiamo una fornitura letteralmente a “m 0” di fertilizzanti naturali.

Siamo riusciti a creare quello che definiamo un “ciclo di autoproduzione sostenibile”, che limita al minimo la necessità di attori esterni nella nostra produzione.

In vigna…

Il benessere dei nostri vigneti è misurabile a occhio nudo. Chiunque, passeggiando tra i filari attorno alla cascina, si può rendere conto della trasparenza del nostro lavoro.

I 25 ettari sono dislocati nelle province di Cuneo e Asti, tra Canale, Cisterna e San Damiano, permettendoci di imbottigliare la tradizione monferrina oltre a quella del Roero.

Tutte le vigne sono comunque nel raggio di 4 km dalla cantina, esclusivamente di proprietà. Alcune sono giovani e recentemente impiantate – sempre tenendo a mente gli insegnamenti di mio padre – mentre altre hanno oggi più di 80 anni.

Sono già 8 anni che abbiamo eliminato completamente il diserbo, e si vede. La vegetazione cresce rigogliosa tra i filari, in cui i lavori vengono svolti manualmente, e sempre per opera di noi della famiglia.

Vendemmia

… E in cantina

Questo oggi è il mondo di Paolo, che dopo anni di apprendimento si è dimostrato pronto a sostenere la grande responsabilità del cantiniere.

Siamo tuttavia una famiglia di enologi, quindi non mancano lo scambio di idee e suggerimenti, e ogni decisione importante viene presa in comune.

L’identità dei vini Rabino sta nell’importanza che viene data al singolo vitigno: abbiamo scelto di vinificare varietà diverse perché affascinati dalle differenze e dai caratteri di ognuna, e quindi abbiamo come priorità quella di salvaguardarli attraverso una vinificazione attenta, esprimendoli in bottiglia.

Produciamo circa 50.000 bottiglie l’anno, numero limitato rispetto al potenziale dei nostri ettari.

Ci avvaliamo della strumentazione e dei macchinari più moderni, tutti volti a preservare gli aromi dell’uva di origine.

Con lo stesso fine abbiamo scelto di utilizzare poco il legno, solo per Barbera d’Alba e Nebbiolo del Roero, ed esclusivamente in botti grandi. La nostra cantina non vede – e mai ha visto – l’utilizzo di barrique o tonneaux.

L’era di Paolo in cantina è un’era di sperimentazione.

Oltre allo spostamento graduale verso un’azienda sostenibile al 100%, mio figlio rimane sempre al passo con le ultime tecnologie e scoperte del mondo enoico.

Stiamo recentemente sperimentando con diversi tipi di tappo. Per i bianchi e il rosato utilizziamo quello a vite, che preserva al meglio gli aromi ed esclude le problematiche del sughero.

Dopo un periodo di diffidenza iniziale, oggi i nostri clienti abituali ne apprezzano i vantaggi indubitabili: durevolezza e qualità assicurate!

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Botti antiche

Qualche anno fa mio figlio Paolo, assieme a un amico anch’egli enologo, ha deciso un po’ per gioco un po’ per curiosità di rigenerare due botti antiche, inutilizzate da 20 anni.

Dopo averle pulite e raschiate a mano, riportandole a legno vergine, le hanno sanitizzate utilizzando una tecnica antica e popolare, perfetto esempio della forza della tradizione.

Questo metodo viene detto “Borba” in piemontese, e veniva usato per togliere la puzza di chiuso dalle botti inutilizzate nel periodo estivo.

Si riempiva un calderone con 3 – 4 ettolitri di acqua calda, quasi bollente, che veniva poi lasciata in infusione con malva, foglie di pesco e punte del noce. Questa mistura veniva poi spruzzata sul legno e lasciata a riposare per circa 12 ore.

Riportando a vita questa sapienza antica, Paolo è riuscito a riportare a vita anche le botti che usavamo io e mio padre, e che tutt’oggi puoi vedere in cantina.

Vecchie Botti - Rabino
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Nomacork

Nell’ultimo anno ci stiamo approcciando alla tecnologia Nomacork, ultima aggiunta alle nostre scelte sostenibili: questo tappo è infatti riciclabile al 100%, prodotto da un polimero della canna da zucchero.

A primo sguardo è difficile distinguerlo dal tappo di sughero, e a differenza del Diam – alternativa popolare tra i produttori odierni – è un estruso, quindi non presenta mai alterazioni o buchi d’aria al suo interno.

Quest’ultimo è infatti un tappo microgranulare, con particelle che vengono unite in un secondo momento, e per quanto rimanga un’opzione più sicura del sughero, può occasionalmente presentare difetti.